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Costanzo Porta

Cattedrale di Cremona

Venerdì 22 Dicembre 2017

ore 21:00

 

CONCERTO DI NATALE

 

Paola Valentina Molinari soprano

Anna Bessi mezzosoprano

Daniele Palma tenore

Eugenio Di Lieto basso

 

Orchestra Cremona Antiqua

Coro Costanzo Porta

Antonio Greco direttore

Antonio Vivaldi (1678-1741)

Gloria

in re maggiore per soli, coro e orchestra rv 589

 

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Da “Weihnachts – Oratorium” Bvw 248 – V parte : Ehre sei dir, Gott, gesungen

Cantata per soli, coro, orchestra e b.c.

 

“Singet dem Herrn ein neues Lied” Bwv 225

Mottetto per doppio coro, orchestra e b.c.

 

 

 

Appuntamento di grande prestigio nel segno della tradizione classica natalizia, venerdì 22 dicembre alle ore 21.00 presso la Cattedrale di Cremona, con un programma dedicato a tre classici del repertorio Barocco: il Gloria di Antonio Vivaldi; la cantata V dell’Oratorio di Natale e il mottetto “Singet dem Herr nein neues Lied” di Johann Sebastian Bach. Sul palco salirà il maestro cremonese Antonio Greco per dirigere l’Orchestra Cremona Antiqua e il Coro Costanzo Porta. I ruoli solistici sono affidati a: Paola Valentina Molinari (Soprano), Anna Bessi (Mezzosoprano), Daniele Palma (Tenore) e Eugenio Di Lieto (Basso) che provengono da specializzazioni accurate nel repertorio barocco e rinascimentale.

 

Nel concerto si dispiegheranno i fasti e la magnificenza sonora delle creazioni di due maestri dei primi decenni del Settecento: Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach.

All’epoca in cui Bach lavorava alla corte di Cöthen, Vivaldi insegnava musica alle giovani orfane dell’Ospedale della Pietà di Venezia: il Gloria RV 589 probabilmente fu scritto in tale contesto. Questo è un componimento di vaste dimensioni, concepito per essere eseguito in modo indipendente rispetto alla messa in latino; avendo per obiettivo quello di magnificare il creatore con un canto di gioia, il lavoro si contraddistingue per la scrittura brillante e per l’uso dei fiati. La sontuosa opera corale è articolata in dodici movimenti, ciascuno dei quali caratterizzato da un diverso colore strumentale e vocale: il primo movimento, ad esempio, è vivace e festoso e gli strumenti e il coro gareggiano nelle manifestazioni di giubilo, il secondo, per contrasto, è più espressivo e intimistico; in alcuni episodi emergono i solisti, in altri il coro. Per dare maggior compattezza alla struttura dell’opera, nell’ultimo movimento Vivaldi torna a proporre lo sfarzo musicale dell’inizio.

 

Il compositore tedesco conosceva e apprezzava le creazioni del suo collega italiano.

L’Oratorio di Natale “Weihnachts – Oratorium” Bvw 248 fu composto a Lipsia, dove Bach era Cantor da ormai più di dieci anni, per la liturgia natalizia del 1734-1735. Si presenta come un ciclo di sei cantate, una per ciascuna delle sei festività comprese tra il giorno di Natale e l’Epifania: il Natale, Santo Stefano (26 dicembre), San Giovanni Evangelista (27 dicembre), Capodanno, domenica dopo il Capodanno (2 gennaio) ed Epifania (6 gennaio).

Questo grandioso ciclo natalizio fu pensato appositamente per un’esecuzione «a puntate» nell’arco di tredici giorni. Così ogni Cantata, pur essendo in sé compiuta e autonoma, è anche parte organica di un unico, ampio disegno: ed è proprio in questo aspetto che principalmente si rivela e si apprezza la grandezza del genio bachiano.

 

Il mottetto è la forma più antica della musica polifonica europea. La sua storia inizia nel XII secolo e si sviluppa senza interruzione fino ai nostri giorni. Nel Settecento il mottetto era un elemento fisso dei servizi religiosi e veniva eseguito dopo il preludio d’organo introduttivo.

Lo stesso Bach ne scrisse molti di notevole valore espressivo e non destinati necessariamente alla funzione religiosa. Infatti i mottetti bachiani furono composti per eventi speciali, secondo quanto risulta agli studiosi della produzione del musicista di Eisenach.

Il mottetto ”Singet dem Herrn ein neues Lied”, destinato a due cori distinti a quattro voci, è articolato in tre sezioni. La prima è un ampio e vigoroso inno di lode, sui primi tre versetti del Salmo 149. La seconda, di tono più profondo e meditativo, è costruita in modo abbastanza inconsueto: al primo dei due cori è affidata l’”Aria” Gott, nimm dich ferner unser an su testo di autore ignoto, mentre al secondo tocca intonare una strofa (Wie sich ein Vater erbarmet) dal corale Nun lob, mein Seel, den Herrn di Johann Gramann; due testi poetici e musicali diversi, che si intarsiano e sovrappongono con solido magistero. La terza sezione è a sua volta suddivisa in due parti, basate rispettivamente sul secondo e sul sesto versetto del Salmo 150: torna lo spirito giubilante dell’inizio, dapprima su movenze quasi di danza, poi in una imponente fuga a quattro sulle stesse parole di lode (Alles was Odem hat, lobe den Herrn).

 

L’intera manifestazione è patrocinata dal Comune di Cremona e si avvale del contributo e sostegno della Fondazione Arvedi Buschini a cui va il nostro grazie più sincero.

E’ realizzata in collaborazione con la Cattedrale S. Maria Assunta di Cremona.


ORCHESTRA CREMONA ANTIQUA

Violini Primi

Gian Andrea Guerra

Claudia Combs

Diego Castelli

Nicola Bignami

 

Violini Secondi

Paolo Costanzo

Silvia Colli

Lena Yokoyama

Rossella Borsoni

 

Viole

Valentina Soncini

Livia Baldi

Lucia Colonna

Violoncelli

Gregorio Buti

Antonio Papetti

Contrabbasso

Carlo Nerini

Oboi e oboi d’amore

Paolo Grazzi

Guido Campana

 

Tromba

Jonathan Pia

 

Fagotto

Matteo Scavazza

Organo

Francesco Baroni

 

Clavicembalo

Alberto Maron

 

 

CORO COSTANZO PORTA

Soprani

 

Anja Begrich

Greta Bottarelli

Tea Irene Galli

Cristina Greco

Myrta Montecucco

Marcella Moroni

Jiyeong Son

Mezzosoprani

 

Lucia Bartiloro

Alessia Camera

Isabella di Pietro

Marina Marchi

Nausicaa Nisati

Alessandro Simonato

Tenori

 

Alessandro Bazzani

Davide Bodini

Simon Dognimin Kone

Diego Maccagnola Fausto Saccaro

Paolo Tormene

Bassi

 

Luca Azzi

Paolo Belli

Renato Cadel

Riccardo Dernini

Giorgio Marobbio

Gregorio Stanga

Giampaolo Varani

Davide Verga


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